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venerdì 3 giugno 2011

Anki 2.0 in arrivo?

Anki 2.0

Circa un mese fa per puro caso mi accorsi che Damien Elmes, autore di Anki scrisse su twitter una notizia inaspettata: un primo rilascio alfa di Anki 2.0.

Non essendo un appassionato di forum non seguo quasi mai le vicende del forum di Anki, non ero informato su una nuova versione.

Trovarlo nel marasma di post non è stato facile visto che per motivi vari l’autore ha preferito darne poca visibilità, in modo tale da avere pochi feedback e poterli gestire più facilmente non avendo ancora nemmeno una beta.

In qualche modo comunque sono riuscito a trovarlo e, seguendo i consigli che qua e la avevo letto (cioè di non usarlo per lo studio e di fare un backup dei mazzi per evitare di perdere cose importanti), ho iniziato a provarlo.

giovedì 5 maggio 2011

Lazy Kanji su Anki

Che l'orso si sia svegliato?

La volta precedente avevo parlato di Lazy Kanji e del suo modo particolare di intendere Heisig, in questo articolo volevo esporvi come ho personalmente modificato un mazzo con le carte di Anki per adattarlo alle mie esigenze.

Se avete letto il precedente articolo avrete notato che stavolta nella domanda non avremo più la parola chiave ma avremo invece la storia che servirà a ricordarci gli elementi di cui è fatto il kanji, mentre nella risposta avremo il kanji stesso e la parola chiave.

Quello che avremo bisogno a parte anki è di scaricare un mazzo già pronto dal programma stesso più un particolare font che secondo me è molto carino e utile per chi studia i caratteri giapponesi (siano essi kanji che kana).

lunedì 2 maggio 2011

Heisig con il Lazy Kanji

Uh che noia sti kanji

In questo blog ho parlato diverse volte dell’uso di anki un programma che io ritengo molto utile nello studio delle lingue (e non solo).

Ho anche parlato del metodo Heisig per studiare i kanji un validissimo metodo riconosciuto da molti come uno dei migliori modi per un occidentale per affrontare lo studio dei kanji.

Diverso tempo fa però ho voluto provare un approccio diverso nello studio dei kanji basato sempre su Heisig ma ispirandomi a un post pubblicato sul sito di AJATT.

Come suggerisce il nome (lazy = pigro) è un metodo per pigroni o comunque per chi non ha molto tempo e si tratta semplicemente nel mettere come domanda la definizione del kanji presente nel dizionario giapponese e mettere come risposta il kanji stesso. Kathzumoto lo usò però solo per i kanji più avanzati (non presenti su Heisig) e prevede una conoscenza già avanzata della lingua.

lunedì 27 dicembre 2010

Usare i furigana su Anki

Esempio Furigana

Esistono diversi SRS in giro e per fortuna molti di questi sono anche gratuiti, ma se vogliamo studiare il giapponese il più adatto senza dubbio è Anki.

Perché questa affermazione? Molto semplice, su anki è possibile mettere i furigana nelle frasi. Per capire cosa sono i furigana date un’occhiata a questa immagine:

Frase con furigana

Gli hiragana scritti sopra i kanji vengono chiamati furigana.

I libri per bambini vengono scritti utilizzando questo metodo visto che ancora non conoscono le pronunce di tutti i kanji, ma per quelli più rari può capitarli di vedere anche nei libri per i più grandi.

Anki attraverso una plugin permette di inserire in automatico i furigana nelle parole scritte con kanji, vediamo come funziona questo strumento e come istallarlo.

giovedì 28 ottobre 2010

Memoria labile

tmpE6C0

Al di la del titolo ingannevole, questa volta volevo parlare di un programma per pc (e non solo) che da un anno e mezzo a questa parte è diventato per me di vitale importanza.

Essendo una persona che ha una memoria piuttosto deficitaria da sempre ho lottato con questo problema, a seconda delle situazioni ho adottato stratagemmi per sopperire a questa mia mancanza, magari utilizzando procedimenti più o meno logici, ma non sempre è stato possibile (a scuola ero un disastro con le poesie).

Un giorno mi decisi a imparare il giapponese e questo mio problema si è dimostrato ancora più devastante del solito, non riuscivo a ricordare nemmeno le parole più semplici e più comuni col risultato che passavo più tempo a memorizzare una parola che a capire come parlare, inoltre nello studio del giapponese il problema è triplicato dal tipo di scrittura usato. Infine dopo tanto vagare i mio occhi si posarono su uno strano programmino, gratuito e pure bello da usare; sto parlando di Anki.

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