La volta precedente avevo parlato di Lazy Kanji e del suo modo particolare di intendere Heisig, in questo articolo volevo esporvi come ho personalmente modificato un mazzo con le carte di Anki per adattarlo alle mie esigenze.
Se avete letto il precedente articolo avrete notato che stavolta nella domanda non avremo più la parola chiave ma avremo invece la storia che servirà a ricordarci gli elementi di cui è fatto il kanji, mentre nella risposta avremo il kanji stesso e la parola chiave.
Quello che avremo bisogno a parte anki è di scaricare un mazzo già pronto dal programma stesso più un particolare font che secondo me è molto carino e utile per chi studia i caratteri giapponesi (siano essi kanji che kana).